La pace sia con voi!
Cari figli, sono la Regina della Pace. Pregate, pregate, pregate. Siate in pace, siate con la pace e portate la pace a tutti i vostri fratelli.
Vi do il mio amore di Madre e riverso le mie grazie su tutti voi. Convertitevi. Ai uomini presenti qui desidero dire loro di pregare; non essere pigri o vergognarsi di pregare, perché se lo fate riceverete molte grazie celesti da me. Pregate per tutto il mondo. (*)Il mondo è nero a causa dei suoi innumerevoli crimini e peccati...
In questo momento ho visto la Madonna tenere una sfera annerita nella sua mano destra. Sembrava pesare molto, perché la Madonna poteva a malapena tenerla nel palmo della sua mano. Subito ha detto:
Rimanete con il mio amore e con la mia Pace. Pregate, pregate, pregate. Vi benedico tutti: nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo Amen. A presto!
(*) Il peccato mortale distrugge la carità nel cuore dell'uomo con una grave infrazione della legge di Dio; allontana l'uomo da Dio, che è il suo fine ultimo e la sua beatitudine, preferendo un bene inferiore. Il peccato veniale permette alla carità di sussistere, anche se la offende e la ferisce. Il peccato mortale, attaccando in noi il principio vitale che è la carità, richiede una nuova iniziativa della misericordia di Dio e una conversione del cuore, che si compie normalmente nel sacramento della riconciliazione.
Il peccato crea una propensione al peccare: genera il vizio attraverso la ripetizione degli stessi atti. Da ciò derivano inclinazioni perverse che oscurano la coscienza e corrompono l'evalutazione concreta del bene e del male. Così il peccato tende a riprodursi e rafforzarsi, ma non riesce a distruggere completamente il senso morale.
I vizi possono essere classificati in base alle virtù che contrastano o ulteriormente collegati ai peccati capitali che l'esperienza cristiana ha distinto seguendo San Giovanni Cassiano e San Gregorio Magno. Sono chiamati peccati capitali perché generano altri peccati, altri vizi. Essi sono orgoglio, avarizia, invidia, ira, impurità, gola, accidia.
La tradizione catechetica ci ricorda anche che esistono "peccati che gridano al cielo". Gridano al cielo: il sangue di Abele (aborto), il peccato dei sodomiti (omosessualità e fornicazione); il grido del popolo oppresso in Egitto (cattivi politici corrotti, ladri e assassini); la lamentela dello straniero, della vedova e dell'orfano; l'ingiustizia verso chi guadagna un salario.
Il peccato è un atto personale. Inoltre, siamo responsabili dei peccati commessi dagli altri quando cooperiamo con essi:
-partecipando direttamente e volontariamente a essi;
-ordinandoli, consigliandoli, lodandoli o approvandoli; non rivelarli o non impedirli quando siamo obbligati a farlo; proteggendo coloro che fanno il male.
Così il peccato rende gli uomini complici l'uno dell'altro, fa regnare concupiscenza, violenza e ingiustizia tra loro. I peccati causano situazioni sociali e istituzioni contrarie alla bontà divina. Le "strutture del peccato" sono espressione ed effetto dei peccati personali. Inducono le loro vittime a fare il male a loro volta. In un senso analogico costituiscono un "peccato sociale".
(Catechismo della Chiesa Cattolica - la gravità del peccato: peccato mortale e veniale, p. 487, n.1855,1856; 1865 a 1869)